Quale fascismo?: muralismo, nuovo muralismo e arte di strada

Research output: Contribution to journalArticlepeer-review

Abstract

Nel 1933 Mario Sironi, artista di punta del regime, decise che la pittura da cavalletto avrebbe dovuto essere sostituita dal muralismo. In questo articolo, mi soffermo sull’analisi di due murali commissionati dal regime per decorare l’esterno dei all’EUR e celebrare il progetto corporativo a due artisti futuristi che avevano giocato un ruolo di primo piano nelle politiche culturali del regime: Enrico Prampolini, Le Corporazioni (1941) e Fortunato Depero Le professioni e le arti (1942). Di seguito, mi concentro su alcune espressioni contemporanee di arte strada e nuovo muralismo realizzate in chiave antifascista, e suddivise per iconicità nei lavori di Jorit e di Cibo; per impatto urbano in sedi con una storia di antifascismo nei quartieri romani della Garbatella e Quadraro, e nel quartiere dell’Ortica a Milano. Pertanto, la domanda principale che si pone questa analisi è: come articolano l’arte di strada e il nuovo muralismo contemporanei le rappresentazioni del fascismo per problematizzare la relazione tra individuale e collettivo nel discorso pubblico?
Original languageItalian
JournalAnnali d'Italianistica
Volume41
Publication statusAccepted/In press - 5 Apr 2023

Keywords

  • street art, muralism, new muralism, Gramsci, Garbatella, Quadraro, Ortica, anti-fascism

Cite this